Supramonte Sky Marathon: 42 km

Il percorso ha inizio in prossimità delle famose sorgenti di Su Gologone (quota 183), un sistema carsico tra i più importanti d’Italia dichiarato monumento naturale nel 1998. Si sale lungo un’antica mulattiera recentemente ristrutturata che costeggia le imponenti bastionate calcaree di Monte Uddè e Fruncu Nigheddu attraverso fitti boschi di leccio e macchia mediterranea. Alla quota 550 ha inizio s’Iscala’e Sovana, un rapidissimo valico che snodandosi tra pietraie e ghiaioni permette di raggiungere l’arida e spoglia sella di Orgoi (quota 941, prima area di sosta), su cui incombe la mole appuntita e triangolare di Punta Cusidore, la cima più spettacolare del Supramonte di Oliena. Si procede quindi verso Ovest, dapprima in decisa salita lungo un antico sentiero di pastori che si snoda tra rocce e radi ginepri contorti sino all’insediamento pastorale di Vilithi Vilithi, quindi in leggera salita un ambiente via via sempre più nudo e selvaggio.

Giunti in prossimità dello spiazzo di Pradu (quota 1214, secondo punto di sosta), si prosegue in decisa salita in un ambiente aspro e roccioso, quasi lunare, immersi nel profumo delle erbe aromatiche, tra i pochi lecci e i solitari tassi che sopravvivono all’interno dei numerosi vallecole e canaloni, sino all’imponente cima di Punta Corrasi (1463 m slm, terzo punto di sosta), la più alta del Supramonte. Da qui la vista spazia su una vasta porzione della Sardegna centrale, dalla montagne del Gennargentu sino alle spiagge del Golfo di Orosei. Da qui il percorso segue la lunga linea delle creste che delimitano il Supramonte occidentale dalle sottostanti valli ammantate di lecci. Si procede inizialmente in forte discesa sino al valico di Iscala’e Marras (quota 1280) e successivamente con continui saliscendi lungo una serie di creste al di sopra dei 1200 metri sino alla Punta Catheddu (quota 1196) dove ha inizio una fitta lecceta primaria all’interno della quale si snoda il sentiero in discesa verso la remota radura di Ala Sennora (quota 1012). Il sentiero prosegue attraverso varie zone boscose alternate da ampi campi aperti, inizialmente in salita sino al valico di Iscala’e S’Arenargiu (quota 1084, quarto punto di sosta), e successivamente in discesa sino ad un antico insediamento pastorale nascosto nel bosco (Cuile Pistoccu quota XXX). Da qui il percorso alterna brevi salite a rapide discese in terreno pietroso un ambiente aspro e selvaggio. Si costeggia il colossale cratere della dolina di crollo di Su Suercone che con i suoi 500 metri di diametro è una delle più grandi d’Europa, per poi giungere all’ampio pianoro carsico di Campu Doinanioro (quota 848) che appare improvvisamente in netto contrasto con le cime circostante. Si attraversa il campo in direzione del bordo nord dove su di un cucuzzolo svetta l’antico insediamento pastorale di Tziu Raffaele (quota xxx, quinto punto di sosta????). Da qui inizia si procede in forte discesa inizialmente su campi solcati tra pochi alberi di leccio e corbezzolo, e successivamente su un antica mulattiera di carbonai all’interno di un fitto bosco di lecci. Giunti al greto di Su Toccu’e Doronè (quota XXX) la mulattiera riprende a salire sino ad una panoramica sella (quota 487) per poi ridiscendere sino ad una biforcazione (quota xxx) dove ha inizio l’ultima salita, quella per il monte Tiscali sulla cui cima è presente una dolina di crollo con all’interno un importante sito archeologico.

Giunti in prossimità della dolina (quota XXX) si procede sul fianco della montagna lungo una cengia che termina con una stretta e nascosta fenditura che taglia la montagna. All’uscita della fenditura il percorso procede in ripida discesa su fondo gradonato con pietre e tronchi per ricollegarsi quindi ad un’antica mulattiera di carbonai che scende sino alla sottostante valle di Lanaitho (quota 181). Si procede quindi in piano su sterrata all’interno della valle di Lanaitho sino alle sorgenti di Su Gologone dove ha termine la gara.